{"id":22,"date":"2026-06-07T01:06:51","date_gmt":"2026-06-06T23:06:51","guid":{"rendered":"https:\/\/themedicinereview.com\/it\/2026\/06\/07\/il-fegato-si-rigenera-diversamente-nei-donatori-e-nei-riceventi-di-trapianto\/"},"modified":"2026-06-07T01:07:27","modified_gmt":"2026-06-06T23:07:27","slug":"il-fegato-si-rigenera-diversamente-nei-donatori-e-nei-riceventi-di-trapianto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/themedicinereview.com\/it\/2026\/06\/07\/il-fegato-si-rigenera-diversamente-nei-donatori-e-nei-riceventi-di-trapianto\/","title":{"rendered":"Il fegato si rigenera diversamente nei donatori e nei riceventi di trapianto"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;`html<\/p>\n<h1>Il fegato si rigenera diversamente nei donatori e nei riceventi di trapianto<\/h1>\n<p>Il trapianto di fegato da donatore vivente \u00e8 un intervento complesso che permette di salvare vite, rispondendo alla crescente domanda di organi. Questa tecnica si basa su una capacit\u00e0 notevole del fegato: la sua capacit\u00e0 di rigenerarsi dopo un\u2019asportazione parziale. Nei donatori sani, il fegato pu\u00f2 recuperare fino al 155 % del suo volume iniziale in due anni, con una velocit\u00e0 di rigenerazione pi\u00f9 elevata nei primi mesi. I donatori che hanno subito l\u2019asportazione del lobo destro mostrano una rigenerazione pi\u00f9 rapida e pi\u00f9 importante rispetto a quelli che hanno perso il lobo sinistro, poich\u00e9 il lobo rimanente \u00e8 pi\u00f9 piccolo e deve compensare un volume pi\u00f9 consistente.<\/p>\n<p>Nei riceventi, la rigenerazione dell\u2019innesto \u00e8 pi\u00f9 rapida all\u2019inizio, con un picco gi\u00e0 a due o tre mesi, poi rallenta. Il loro fegato raggiunge in media l\u201980 % del volume stimato dopo due anni. Questa differenza si spiega con l\u2019urgenza metabolica a cui il corpo del ricevente deve far fronte dopo il trapianto. Il fegato deve adattarsi rapidamente per rispondere ai bisogni vitali, spesso compromessi da una malattia epatica preesistente.<\/p>\n<p>La dimensione del fegato rimanente dopo l\u2019intervento influisce direttamente sulla rigenerazione: pi\u00f9 questo volume \u00e8 ridotto, pi\u00f9 la rigenerazione \u00e8 intensa. Una funzione epatica preoperatoria ottimale, indicata da livelli bassi di enzimi come le transaminasi, favorisce inoltre questo processo. Al contrario, valori elevati di questi enzimi, segno di un fegato gi\u00e0 indebolito, possono limitare la capacit\u00e0 di rigenerazione.<\/p>\n<p>Un altro fenomeno osservato \u00e8 la riduzione del volume della milza nei riceventi. Questa diminuzione, che raggiunge in media l\u201911 % dopo un anno, \u00e8 legata alla normalizzazione della pressione portale dopo il trapianto. La milza, spesso ipertrofica prima dell\u2019intervento a causa dell\u2019ipertensione portale, vede il suo volume diminuire progressivamente. Questa riduzione \u00e8 pi\u00f9 marcata nei pazienti con una milza molto voluminosa prima del trapianto o con livelli bassi di piastrine nel sangue, segno di un sequestro importante nella milza.<\/p>\n<p>La composizione corporea gioca anch\u2019essa un ruolo chiave. Una massa muscolare pi\u00f9 importante e una migliore qualit\u00e0 muscolare stimolano la rigenerazione epatica. Al contrario, un eccesso di grasso viscerale o la sarcopenia, cio\u00e8 la perdita di massa e forza muscolare, possono rallentare questo processo. Nei donatori, una condizione muscolare migliore \u00e8 associata a una rigenerazione pi\u00f9 rapida, mentre nei riceventi, una massa muscolare ridotta limita questa capacit\u00e0.<\/p>\n<p>Gli uomini sembrano beneficiare di una rigenerazione pi\u00f9 rapida rispetto alle donne, anche se le ragioni esatte rimangono da chiarire. Questo potrebbe essere legato a riserve nutrizionali pi\u00f9 importanti o a bisogni metabolici diversi. Tuttavia, questa osservazione richiede studi complementari per essere confermata.<\/p>\n<p>Infine, questo studio mostra che la rigenerazione del fegato non dipende unicamente dalla dimensione dell\u2019innesto o del fegato rimanente, ma anche dall\u2019ambiente metabolico globale del paziente. Il fegato interagisce con altri organi come la milza e risponde a segnali sistemici, come l\u2019infiammazione o lo stato nutrizionale. Pertanto, anche se il fegato non recupera sempre il suo volume iniziale, pu\u00f2 recuperare una funzione normale, che \u00e8 l\u2019obiettivo principale del trapianto.<\/p>\n<p>&#8220;`<\/p>\n<hr>\n<h2>Attributions l\u00e9gales<\/h2>\n<h3>Citation de l\u2019\u00e9tude<\/h3>\n<p><strong>DOI\u00a0:<\/strong> <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1007\/s00261-026-05567-1\" target=\"_blank\">https:\/\/doi.org\/10.1007\/s00261-026-05567-1<\/a><\/p>\n<p><strong>Titre\u00a0:<\/strong> Liver regeneration after living donor liver transplantation (LDLT)<\/p>\n<p><strong>Revue : <\/strong> Abdominal Radiology<\/p>\n<p><strong>\u00c9diteur : <\/strong> Springer Science and Business Media LLC<\/p>\n<p><strong>Auteurs : <\/strong> Annarita Pecchi; Francesca Camaione; Barbara Catellani; Martina Susi; Riccardo Cuoghi Costantini; Roberto D\u2019Amico; Francesco Prampolini; Fabrizio Di Benedetto; Stefano Di Sandro; Pietro Torricelli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;`html Il fegato si rigenera diversamente nei donatori e nei riceventi di trapianto Il trapianto di fegato da donatore vivente \u00e8 un intervento complesso che permette di salvare vite, rispondendo alla crescente domanda di organi. 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